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Mura e torre di Mariano

Oristano, torre di San Cristoforo (o torre di Mariano)

Come arrivare

Oristano è raggiungibile svincolando di pochi km dalla SS 131 (''Carlo Felice'') che congiunge il nord al sud dell'isola. Tratti delle mura sono inglobati nel centro storico, dove si ergono anche Portixedda e la grandiosa torre di Mariano.

Il contesto ambientale
La città è situata a N del Campidano e si affaccia sul golfo di Oristano. Nelle vicinanze scorre il fiume Tirso e si trovano i sistemi lagunari di Santa Giusta e di Cabras, a conclusione di una vasta piana contornata dalle alture del Monte Arci. Il territorio documenta la continuità insediativi dall'età prenuragica, con importanti testimonianze archeologiche della presenza fenicio-punica, romana e bizantina. In età medievale fu capitale del regno di Arborea, per poi essere annessa alla Corona d'Aragona. Dagli inizi del XVI secolo segue le generali vicende storiche della Sardegna, fino a diventare nel XX il capoluogo dell'omonima provincia.

Descrizione
La storia urbanistica di Oristano è legata a doppio filo alle vicende occorse al regno d'Arborea, ultimo a cadere sotto gli Aragonesi tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo. Oristano era la capitale del giudicato, e come tale ospitava il sovrano, nel suo palazzo, e doveva altresì essere dotata di una struttura fortificata adeguata.
Ancora oggi la struttura urbanistica della città ne rivela il nucleo originario: tre sono i punti di confluenza delle strade, corrispondenti ad altrettante contrade, precisamente l'attuale piazza Roma a N, Largo Mazzini a N/E, piazza Mannu a S. Queste tre zone erano attraversate dalle mura, che proteggevano il cuore di Oristano: la cinta doveva essere alta intorno ai 5 o 6 metri, turrita, e partiva dall'attuale piazza Roma verso via Mazzini, per giungere poi alla torre di Portixedda; le mura proseguivano verso l'attuale via Solferino, poi verso piazza Mannu. In quest'ultima, come in piazza Roma, si trovavano le porte della città, rispettivamente la Porta Mari e la Porta Manna, vale a dire la Torre di San Cristoforo (o torre di Mariano). Oggi affiorano pochi ruderi delle antiche mura: un torrione in via Cagliari ed alcuni resti nella via Solferino, nel cortile dell'Asilo Boyl e in via Mazzini. Nella parte nord si ergeva dunque la torre di San Cristoforo, nella parte S dell'abitato il castello e la seconda torre, la torre di San Filippo, elevata a salvaguardia del castello e crollata nel 1872 per il cedimento di alcune volte e muri. Come della torre di San Filippo, anche del castello, ubicato presso le attuali carceri, non rimane alcuna traccia. Si può ipotizzare che fosse a due piani e avesse ambienti per la servitù e per le truppe.
Residuo della struttura fortificata di Oristano sono la torre di Portixedda e quella di San Cristoforo. Costruita come il resto delle fortificazioni in età giudicale e successivamente ricostruita in età aragonese, Portixedda comprende due corpi cilindrici sovrapposti, raccordati da una superficie troncoconica inclinata.
La torre di San Cristoforo o di Mariano, edificio simbolo della città giudicale, venne eretta nel 1290 per volontà di Mariano II, giudice d'Arborea. La torre, interamente in arenaria, è alta complessivamente 28 m, di cui 19 m dalla base al primo giro di merli, mentre la torretta più piccola è alta 10 m. A pianta quadrata, si compone di due edifici distinti e sovrapposti. Ha una struttura ad ''U'', con il lato aperto rivolto verso l'interno dell'abitato, mentre la parte bassa della torre, in conci bugnati, si apre in un arco a tutto sesto che a sua volta si apre in un arco a sesto acuto di diametro minore. All'interno del fornice era murata un'iscrizione, oggi all'Antiquarium Arborense, che pur molto rovinata è servita a datare la torre al 1290; sempre nella torre era custodito un retablo, dedicato a San Cristoforo, da cui la struttura prende il nome.

Vedi la pianta e le sezioni del monumento

Storia degli studi
Per la storia di Oristano si vedano il volume di Francesco Cesare Casula, del 1961, e l'intervento di Pinuccia Simbula nel volume miscellaneo del 1990. Per le fortificazioni si vedano l'ampio contributo di Foiso Fois nel 1992 e l'articolo di Raimondo Zucca nel 1995. Sulla torre di Mariano si legga la scheda di Roberto Coroneo nel volume sull'architettura romanica (1993).

Bibliografia
D. Scano, [i]Storia dell'arte in Sardegna dal XI al XIV secolo[/i], Cagliari-Sassari, Montorsi, 1907, pp. 388-390;
R. Carta Raspi, [i]Castelli medioevali di Sardegna[/i], Cagliari, 1933, pp. 62-68;
Francesco Cesare Casula, [i]Profilo storico della città di Oristano[/i], Cagliari, 1963;
P.F. Simbula, ''Oristano capitale giudicale'', in [i]La Provincia di Oristano[/i]. [i]L'orma della storia[/i], a cura di F.C. Casula, Milano, 1990;
F. Fois, [i]Castelli della Sardegna medioevale[/i], a cura di B. Fois, Cinisello Balsamo, Amilcare Pizzi, 1992, pp. 115-127;
R. Coroneo, [i]Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300[/i], collana ''Storia dell'arte in Sardegna'', Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 176;
R. Zucca, ''Le fortificazioni del giudice: nel medioevo Oristano era perfettamente allineata con i criteri urbanistici dell'epoca'', in [i]Sardegna Fieristica[/i], 1995, senza pagine.

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