
Quello di Lula è uno tra i più emblematici e, per certi versi, 'cruenti' carnevali della tradizione sarda. Protagonista è Su Batiledhu o Battileddu: vestito di pelli di pecora o montone, ha il volto sporco di fuliggine e di sangue, la testa coperta da un fazzoletto femminile di colore nero. Indossa un copricapo con corna caprine, bovine o di cervo, tra le quali viene collocato uno stomaco di capra. Sul petto indossa campanacci, che sull'addome nascondono almeno in parte uno stomaco di bue pieno di sangue e acqua, ogni tanto forato per 'bagnare' la terra e fertilizzare simbolicamente i campi.
Lo accompagnano nel 'rituale' i Battileddos Gattias, uomini travestiti da vedove che indossano gambali maschili, e Sos Battileddos Massajos. che rappresentano i custodi del bestiame e della vittima scarificale e seguono il corteo. Sono loro a percuotere ripetutamente, strattonare e trascinare su Battileddu fino a farlo morire. Basta però un bicchiere di vino per rianimarlo: mentre si mette in scena il suo funerale, viene posto su un carro e qui si risolleva, per rappresentare la rinascita e l’inizio della festa.
Tutto questo torna 'in scena' sabato 14 febbraio nel paese barbaricino, in occasione de su Karrasekare luvulesu. L'uscita è prevista per le 15, anticipata dalla vestizione delle maschere. A seguire, cena comunitaria e balli in piazza.
Dal giorno precedente, venerdì 13, è aperta anche una mostra fotografica.
Per maggiori info, visita la pagina facebook dell'evento.