È tempo di festa coinvolgente e di stordente euforia, è l'atmosfera del Carnevale, anzi dei Carnevali della Sardegna. Su Carrasegare, questo il nome in sardo, ha tanti volti: ogni comunità lo celebra secondo propri codici, vocazioni e particolarità, c’è un carnevale per ogni luogo nell’Isola. È una tradizione che affonda le sue radici in antichi riti pagani: i fuochi di Sant’Antonio di metà gennaio ne segnano il tradizionale inizio con la prima uscita delle maschere tradizionali. Gli eventi del 2026 animano un popolo che rivive ogni inverno rituali tramandati da secoli, che si esprimono in maschere tradizionali, giostre equestri e carri allegorici.
Ecco la mappa degli appuntamenti, un viaggio in Sardegna tra identità e passione, suggestione e mistero.
È tempo di festa coinvolgente e di stordente euforia, è l'atmosfera del Carnevale, anzi dei Carnevali della Sardegna. Su Carrasegare, questo il nome in sardo, ha tanti volti: ogni comunità lo celebra secondo propri codici, vocazioni e particolarità, c’è un carnevale per ogni luogo nell’Isola. È una tradizione che affonda le sue radici in antichi riti pagani: i fuochi di Sant’Antonio di metà gennaio ne segnano il tradizionale inizio con la prima uscita delle maschere tradizionali. Gli eventi del 2026 animano un popolo che rivive ogni inverno rituali tramandati da secoli, che si esprimono in maschere tradizionali, giostre equestri e carri allegorici.
Ecco la mappa degli appuntamenti, un viaggio in Sardegna tra identità e passione, suggestione e mistero.
Le maschere tradizionali ripercorrono momenti di vita agropastorale, legati a clima e raccolto. Nel Marghine e in Barbagia, aprono le danze Macomer e Oliena, dove ritorna l’atteso appuntamento con il corteo dei gruppi in maschera Le Invasioni Barbariche. Sorgono propone Sa Tuvera il 29 gennaio. Il Carnevale storico di Mamoiada culmina con le uscite di Mamuthones e Issohadores, a Orotelli sfilano Sos Thurpos in occasione de Su Carrasecare Oroteddesu e a Ottana Boes, Merdules e Filonzana sono i protagonisti di Caratzas in Otzana, la grande festa che si conclude con i balli in piazza. Il ‘mitico’ Ospitone, a Ollolai, il 14 febbraio, scatena il Carnevale Ollolaese, mentre, poco distante, a Olzai Sa prima tracaratzada ortzaesa si anima con Maimones, Murronarzos e Intintos. Sempre sabato 14, a Lula rivive il rito arcaico de Su Batileddu tra identità e mistero; il giorno successivo a Tonara impazza Su Coli Coli. Urthos e Buttudos movimentano Fonni con le loro sfrenate incursioni il 17 febbraio.
Ovunque fanno da contorno suoni e ritmi cadenzati, come quelli dei Tumbarinos a Gavoi, di scena il 12 febbraio durante la Sortilla, mentre, nello stesso borgo, il 7 si festeggia con Il Carnevale del Bim. A Ovodda Don Conte e Sos Intintos vagano per le strade mercoledì 18 per Mehuris de Lessia. Il 21 le maschere antiche della Sardegna trovano dimora nel contesto de Su Carrasecare di Orani, guidato da Su Bundhu. Lo stesso giorno, a Siniscola, tra i suoni cupi dei sonagli de Sos Tintinnatos, prende forma Su Carrasecare Thiniscolesu. Il giorno dopo, domenica 22, Nuoro ospita la grande sfilata delle maschere della Sardegna durante Su Carrasecare Nugoresu. Ultimo appuntamento con le maschere della tradizione ad Ardara, sabato 28, in occasione di Carazzas, sullo sfondo suggestivo della basilica di Nostra Signora del Regno.
A Maimone è il cuore propulsore dell’attesissimo appuntamento di Samugheo, dove domenica 8 febbraio rivivono riti arcaici e tradizioni ataviche in uno dei più grandi raduni dell’isola. Il giorno prima le maschere sfilano a Paulilatino, sotto l’insegna di Atobios de Carrasegae, mentre il 28 il Carnevale di Ula Tirso pone al centro del racconto le maschere de S’Urtzu e Sos Bardianos. Rimanendo nell'Oristanese, a Ghilarza, Su carruzu a s’antiga 'cammina' tra le maschere tradizionali tipiche del paese, mentre a Neoneli si chiude con il Ritus Calendarum. A metà strada tra allegorico e tradizionale - con una buona dose di irriverenza e goliardia - si pone Su Carrasegare 'Osincu di Bosa che culmina il 17 febbraio con due momenti significativi della stessa giornata: la parodia funebre di S’Attittidu al mattino, con maschere in nero che piangono Giolzi, e il rogo di quest’ultimo la sera, accompagnato da figure vestite di bianco. L’Ogliastra offre sia sfilate di carri festanti e gruppi in maschera a Bari Sardo, Tortolì e Villagrande Strisaili, sia appuntamenti con il carnevale tradizionale, come quello in programma a Gairo Sant'Elena il 7 febbraio, intitolato Su Marti Perra, con la sfilata delle maschere barbaricine e l’antica cerimonia de su Maimulu.
Tempio Pausania è teatro di uno dei carnevali allegorici più coinvolgenti dell’Isola, Lu Carrasciali Timpiesu, che si chiude il 17 febbraio con il simbolico rogo di Re Giorgio. In Gallura da non perdere anche gli appuntamenti di Arzachena e il Carnevale Teodorino di San Teodoro, mentre nel nord Sardegna è festa a Nughedu San Nicolò, con Gioja ‘e Lardajolu, e a Tula. Nel Sassarese, maschere tradizionali e carri allegorici invadono le strade di Alghero, con Lo Carraixali de l’Alguer, Perfugas, con Su Carrasciale Pejughesu, Sennori, Ossi e Tissi. In tema di carnevali allegorici il Medio Campidano non è certo da meno, con gli eventi di Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini, Su Marrulleri di Marrubiu (che si chiude il 22 febbraio), Samassi, il Carnevale storico di San Gavino e Terralba. Mentre il 292 Carnival Fest riunisce idealmente due centri dell'Oristanese, Nurachi e Riola Sardo, con maschere in corteo e carri colorati. Nel Campidano meridionale gli appuntamenti di cartello si svolgono ad Assemini, Cagliari, Maracalagonis, Quartu Sant'Elena, Sestu e Sinnai. Nel Sarrabus spiccano il 22 febbraio Carnevale castiadese di Castiadas e, a chiusura degli appuntamenti, il 1° marzo, il Carnevale Sarrabese a Villaputzu. Mentre Il Sulcis-Iglesiente si riempie di allegria e colori a Carbonia, Iglesias, Masainas, Sant'Antioco, Teulada e Villamassargia, con il Carnevale senza confini nel paese delle radici.
Il fascino misterioso dei carnevali dell’isola corre anche a cavallo, nei carrasecares a caddu: rituali, sfide ardite, simboli, legami con il mondo agropastorale e rievocazioni del passato caratterizzano alcuni degli appuntamenti di maggior richiamo. Sa Sartiglia è il carnevale equestre più celebre del Mediterraneo, in programma a Oristano il 15 e il 17 febbraio, che da oltre cinque secoli vede sfrecciare i cavalieri nelle ‘corse alla stella’, guidati da su componidori. Altri appuntamenti imperdibili per appassionati e curiosi sono Sa Cursa a sa Pudda ad Abbasanta (14 febbraio), la celebre Carrela 'e Nanti di Santu Lussurgiu (15, 16 e 17 febbraio), S'Ischiglia Bonorvese di Bonorva, Sa Cursa e su puddu a Sedilo (15 febbraio), Sa Cursa a Puddas di Scano di Montiferro (20 e 21 febbraio), Currere a pudda di Macomer (21 febbraio), Sas Cursas de Carrasegae di Paulilatino (21 e 22 febbraio) e Sas Pariglias Bortigalesas di Bortigali (28 febbraio e 1° marzo). A Benetutti, La Pentolaccia a Cavallo Benetuttese, in occasione della sua 15esima edizione, raddoppia: due date, venerdì 13 dedicato ai bambini e sabato 14 febbraio, doppio appuntamento: al mattino, sfilata delle maschere tradizionali della Sardegna, al pomeriggio, sfilano oltre cento cavalieri.











