
Il MAN di Nuoro celebra il centenario di Franco Pinna (1925–1978) con la mostra "Sardegna a colori. Fotografie recuperate 1953–67".
L’esposizione segna una svolta critica fondamentale, svelando un corpus di opere a lungo dimenticato che restituisce una dimensione inedita del maestro maddalenino: l’uso magistrale e sorprendente del colore.
Mentre la fama di Pinna è storicamente legata al bianco e nero neorealista, questa rassegna rivela come il colore sia stato per lui un terreno di sperimentazione poetica e professionale.
Attraverso circa ottanta opere — tra stampe restaurate digitalmente e materiali d'archivio — il percorso illustra un linguaggio che non cercava la storicizzazione, ma l'attualità vibrante richiesta dalle riviste patinate dell'epoca, come L’Espresso, Panorama e Vie Nuove.
Il viaggio visivo attraversa le tappe più significative della produzione isolana di Pinna:
Orgosolo 1953: La prima storica campagna fotografica a colori in Sardegna.
Visioni letterarie e antropologiche: Le immagini per Canne al vento (1958) e il celebre rito dell'Argia a Tonara (1960).
Cronaca e impegno: I reportage sul banditismo e le proteste dei pastori del 1967.
Accanto alle rarissime stampe a colori, il museo propone fotografie di raffronto in bianco e nero e strumenti di lavoro originali, evidenziando la complessità dell'approccio documentario di Pinna.
A emergere è quella "lentezza da ierofante" descritta da Federico Fellini: uno sguardo sospeso tra la precisione dello scienziato e la sacralità del sacerdote.
Tra documento e rito, la Sardegna di Pinna si manifesta come una terra arcaica e modernissima, dove la realtà si trasforma in rivelazione cromatica.