L’acronimo sta per museo unico regionale dell’arte tessile sarda e racchiude in sé valore e vision di un’istituzione che dal 2002 custodisce, mostra e promuove l’inestimabile patrimonio di un’eccellenza manifatturiera dell’Isola. Il Murats sorge a Samugheo, borgo del Mandrolisai - territorio nel ‘cuore’ della Sardegna diviso fra le province di Oristano e Nuoro - da sempre rinomato per la fiorente produzione tessile. L’‘isolamento’ geografico del paese ha fatto sì che rimanesse vitale una prolifica tradizione artigianale di alta qualità, tramandata di madre in figlia.

L’esposizione, creata grazie al reperimento di manufatti un tempo chiusi nelle cassapanche delle case samughesi e del resto dell’Isola, è allestita in 750 metri quadri di un edificio in periferia. È articolata in tre sale, due al piano terra, dove c’è la collezione permanente, e uno al primo piano, dedicato alle mostre temporanee, che valorizzano varietà, preziosità e anche modernità dell’arte tessile. La collezione permanente è composta da un corpus di manufatti in lana, cotone e lino, provenienti da varie parti del territorio regionale e realizzati in un arco di tempo tra fine XVIII e seconda metà del XX secolo. È compresa anche la famosa collezione Cocco. Ammirerai coperte, lenzuola, biancheria per infanzia e uso quotidiano, copricassapanca, bisacce, abiti tradizionali, capi d’abbigliamento del pastore, quelli samughesi giornalieri e delle feste e strumenti per realizzarli, in particolare telai tradizionali in legno. Tra i pezzi più particolari figurano gli affaciadas, piccolissimi arazzi finemente lavorati che si stendevano nei balconi durante il corpus domini. Mentre per rarità e pregio spiccano cinque settecenteschi tapinos ‘e mortu (su dodici riscontrati in Sardegna), tappeti usati per poggiare le salme durante le veglie funebri. Recuperati in vari centri sardi (specie a Orgosolo), sono caratterizzati da tonalità forti (giallo e nero) e da una complessa simbologia di figure zoomorfe e antropomorfe che accompagnava il defunto nell’estremo viaggio, riscontrata in tessuti associati a sepolture di Anatolia, Perù ed Egitto cristianizzato.

Il museo crea un collegamento dinamico tra comunità, passato, presente e nuove tendenze. Attraverso mostre ed eventi sono proposti spaccati sull’arte contemporanea. A corredo si organizzano workshop, seminari, laboratori, stage e tirocini. Durante la visita è previsto un percorso didattico che consiste in una prova di tessitura. L’evento dell’anno ospitato dal Murats (e da casa Serra nel centro storico) è Tessingiu, la mostra d’arte manifatturiera più attesa in Sardegna insieme alla Fiera dell’artigianato artistico di Mogoro. che ‘tesse’ i fili di ‘saperi’ artigianali appartenenti a luoghi sardi distanti tra loro ma uniti da esperienze culturali comuni.