Tacchi, guglie e picchi rocciosi, sono i muti testimoni di un’era geologica che ha inglobato nel loro corpo fossili, scisti, calcari e dolomie d’epoca cambriana. Irrompono prepotenti sui paesaggi della Sardegna, sono così pregnanti di energia accumulata in centinaia di milioni di anni che già in età nuragica erano percepiti e segnati come luoghi di devozione, un sentimento dovuto alle manifestazioni cosmiche ritenute divine e soprannaturali. Tanta di quella magica aura e di quella solitudine trascendentale arriveranno sino a te, mentre percorri i sentieri che portano ai loro piedi. Eccone alcuni, meta di insolite escursioni.
È crocevia delle più belle escursioni, il coast to coast a cavallo, i trekking e i percorsi di biking sulle montagne dell’Ogliastra, da fare anche in 4x4 e in quad. Ci puoi arrivare anche con una breve camminata, lasciando la macchina a pochi chilometri. Se la risali nelle giornate terse cogli con un solo sguardo il Tirreno da un lato e il golfo di Oristano dall’altro.
È maestoso, tiene testa alla grandiosità e all'esuberante bellezza della natura che lo circonda. È anche generoso, si presta a essere vissuto come una palestra open air, con sentieri da percorrere a piedi e in bici e con pareti e picchi da scalare. Perciò si ritaglia un ruolo da ‘prima donna’ nel paesaggio granitico di questo tratto di Gallura.
Il punto di partenza sono i centri storici dei borghi ‘di pietra’ barbaricini. Dalla funtana de tzia Albara di Aritzo una camminata di sette chilometri all’ombra di castagni, noccioli e ciliegi, incontrando altre fontane storiche, conduce sino alla base de su Texile. L'indomani sarà la volta del monolite nel vicino borgo di Belvì, si chiama Pitz’e Pranu.
La raggiungi percorrendo l’incantevole spianata di coni e colate laviche che costellano la Valle dei Nuraghi del Meilogu. In alcuni vulcani spenti potrai persino affacciarti e guardare dentro. Il paesaggio che la circonda è talmente surreale e fiabesco che si racconta fosse abitato dalle fate. E quando in Sardegna si tirano in ballo le Janas non è mai a caso.
A Pedra Longa arriverai con un sentiero impegnativo o più comodamente in auto, mentre alla base dell’Aguglia percorrendo il trekking per Cala Goloritzè. Celebri e molto frequentate, le loro foto fanno il giro del web, sia inquadrate dal mare, con lo sfondo bianco del calcare innestato di ginepri, sia prese da terra, perse nel blu del golfo di Orosei. Danno il meglio oltre l’estate, quando sono immerse nei “sovraumani silenzi” del Supramonte di Baunei.