Nascosto alla periferia di San Sperate, c’è uno spazio culturale che non è esattamente un museo: è un’esperienza da ascoltare, prima ancora che da guardare. Qui la natura e l’arte si fondono in un dialogo continuo, dove la pietra diventa suono. Tutto ‘sgorga’ dal genio di Giuseppe Sciola, noto a tutti come Pinuccio, artista nato nel 1942, che trasformò l’agrumeto di famiglia nel suo laboratorio creativo. A partire dagli anni Sessanta del XX secolo, quel terreno iniziò a prendere forma sotto le sue mani diventando un luogo di sperimentazione e bellezza, inizialmente conosciuto come ‘Giardino Megalitico’.
È nel 1973 che la sua visione appassiona un’intera comunità: grazie a un progetto artistico-sociale promosso e portato avanti dallo stesso Sciola, San Sperate si trasforma in un paese-museo, dove i muri raccontano storie e l’arte entra nella vita quotidiana. Per anni Sciola studia, osserva, ascolta la materia, influenzato profondamente dai suoi studi a Madrid e Salisburgo e dallo studio della natura intrinseca e profonda delle pietre, nonché dei suoi intagli. Finché, nel 1996, accade qualcosa di straordinario: scopre la musicalità della pietra. Nascono così le Pietre sonore, sculture in basalto e calcare, simili a menhir, incise secondo precise regole. Sfiorate con un’altra pietra, liberano vibrazioni e suoni inaspettati, come se custodissero da sempre una musica segreta. Da quel momento, il giardino prende il nome con cui oggi è conosciuto: il Giardino Sonoro.
Negli anni, questo posto incantato si è arricchito fino a diventare un ‘museo a cielo aperto’, riconosciuto ufficialmente nel 2014, due anni prima della scomparsa dell’artista. Ad oggi, nel magnifico angolo di pietre e natura, sono custodite più di 700 opere dell’artista. All’ingresso, ad accogliere i visitatori, c’è Pietrino, l’opera prima di Sciola. Da lì in poi, ognuno è libero di scegliere il proprio itinerario, lasciandosi guidare dall’istinto e dalla bellezza che anima un luogo incantato. Si può camminare tra le opere, ascoltare il suono delle pietre grazie alle guide, oppure vivere esperienze uniche come le visite guidate notturne, dove rimarrai ammaliato dai suggestivi percorsi tra i monoliti illuminati.
Dopo la morte dell'artista i suoi tre figli hanno deciso di portare avanti il progetto, fondando l’associazione PS Museum - PS come Pinuccio Sciola, come Pietra Sonora, come Parco Sonoro - e la Fondazione Sciola, entrambe dedicate a conservare e diffondere il ricordo del padre e le sue opere, nonché il messaggio artistico e la profonda filosofia di vita a stretto contatto con la natura: un invito a rallentare, ascoltare e riconnettersi con ciò che è essenziale.