Spunta tra le case in granito del centro storico, con accanto un campanile alto 30 metri e con la facciata in trachite rosata, dove domina uno dei più spettacolari rosoni della Sardegna. La parrocchiale di san Gavino si affaccia sull’omonima piazza di Gavoi, pittoresco borgo barbaricino sul quale sventola la bandiera arancione del Touring Club. È un edificio in stile tardo-gotico aragonese, la cui costruzione iniziò probabilmente a cavallo tra XV e XVI secolo, anche se mancano documenti ufficiali.

Al centro del prospetto, realizzato in cantoni trachitici di media pezzatura, si apre un portale architravato in stile manieristico. Lo affiancano semicolonne sormontate da capitelli corinzi, mentre nelle specchiature sopra l’arco compaiono testine di angeli. La struttura del portale termina con un timpano curvo spezzato, sopra il quale ammirerai il rosone. Il suo diametro è di tre metri e lo caratterizzano una strombatura dentellata e a spina di pesce e la raggiera di 14 colonnine raccordate da archetti. Il campanile, a pianta quadrangolare, presenta ordini di archetti gotici e finestroni a sesto acuto nella cella campanaria. Sul lato sud la meridiana è ancora intatta. L’aula è a navata unica con tre cappelle per lato voltate a crociera gemmata e tra loro comunicanti, che fungono da navate laterali. Il presbiterio quadrangolare ha una volta stellata, con costoloni in vulcanite rossa e cinque medaglioni nelle chiavi di volta: san Gavino a cavallo occupa quello centrale, mentre negli altri quattro sono raffigurati san Pietro, san Paolo i martiri Proto e Gianuario, compagni di sventura del titolare della chiesa.

Due cappelle contengono epigrafi con riferimenti temporali: sono indicati gli anni 1555 e 1695, con i nomi dei parroci in servizio all’epoca. La chiesa custodisce affascinanti opere d’arte in legno, tra cui un fonte battesimale settecentesco - di forma poligonale - con decorazioni a intaglio; il coro, in noce e castagno; e un pulpito barocco intarsiato. Vi sono conservate anche due antiche campane, risalenti agli ultimi anni del XVI secolo.

La festa dedicata al santo, preceduta da una novena, si svolge ogni 25 ottobre, con spettacoli, musiche e balli tradizionali. Ne approfitterai per gustare il prodotto tipico di Gavoi, il pecorino fiore sardo dop, per ammirare le eccellenze dell’artigianato e le altre chiese: del Carmelo, di san Giovanni Battista e di sant’Antioco. A carnevale nel borgo risuona l’eco dei tumbarinos, i tamburi di pelle, simbolo del paese. A due chilometri dall’abitato ti attende, invece, un’immersione nella natura, sulle sponde del lago di Gusana, dove potrai praticare canoa e windsurf, pesca sportiva, e compiere suggestive escursioni a piedi, a cavallo e in quad.