La sua particolare struttura ha pochissimi riscontri simili nell’Isola e rappresenta una rarissima testimonianza del passaggio stilistico dall’architettura bizantina a quella romanica. La chiesa di santa Croce sorge nell’estremità nord-est del borgo di Ittireddu, quasi ai piedi del vulcano spento di Monte Liseri. È probabile che il centro abitato sia sorto attorno alla chiesa, pertanto le sue origini sarebbero da collocarsi in età bizantina. Il primo impianto, infatti, è databile all’VIII-XI secolo: consisteva probabilmente in un edificio a croce greca con abside sul braccio est. Tra XII e XIII secolo intervenne una seconda fase edilizia, durante la quale il braccio ovest fu esteso e furono costruite altre due piccole absidi sulla parete orientale dei bracci del transetto, anche se alcuni ipotizzano che la realizzazione delle ‘absidiole’ sia attribuibile a una fase preromanica. La chiesa acquisì così l’attuale pianta a croce latina, con la particolarità di avere il transetto più stretto della navata. Perciò, all’incrocio dei bracci non insiste un quadrato bensì un rettangolo, rendendo impossibile la copertura a cupola - tipica delle chiese bizantine - qui sostituita da un tiburio voltato a botte.

La facciata è tipicamente romanica, con l’effetto bicromico dato dall’uso di conci di basalto scuro, con una concessione al gusto gotico dato dal portale a sesto acuto e dal sovrastante arco, impostato su capitelli sagomati di basalto. In asse col portale noterai un campanile a vela. L’interno è semplice e austero, con le pareti intonacate – a eccezione delle absidi, dove la pietra rimane a vista - e le volte di navata e transetto anch’esse realizzate a botte, mentre esteriormente la copertura è a spioventi con tegole. La luce proviene da finestrelle che si aprono sulle absidi minori e da due aperture più ampie nel tiburio.

Meritano una visita anche altre due chiese di Ittireddu: la prima è la parrocchiale, dedicata a Nostra Signora di Intermontes. Al suo interno sono custoditi preziosi arredi, tra i quali un simulacro ligneo della Madonna e alcune pale dipinte del XVI secolo. Poco fuori dal paese troverai la chiesetta romanica di san Giacomo, risalente al XII secolo. Potrai poi conoscere le radici storiche e culturali del paese visitando il civico museo archeologico ed etnografico: troverai rappresentata la tradizione agropastorale e artigianale del borgo, inoltre sono esposti i reperti rinvenuti nelle numerose testimonianze archeologiche del territorio – a ridosso dei crateri vulcanici del Meilogu e dalla Valle dei Nuraghi -, tra le quali spiccano i nuraghi Funtana e sa Domu e s’Orcu e il pozzo sacro Funtana ‘e baule.